Parliamo di normativa sul rumore e di quando questo diventa inquinamento acustico sul luogo di lavoro.
Il rumore, sebbene spesso sottovalutato, può avere un impatto significativo sulla nostra salute e sulla qualità della vita. Quando supera determinati livelli, diventa inquinamento acustico, con conseguenze che vanno oltre il semplice fastidio.
Cosa Dice la Legge 447/95?

La Legge 447/95, nota come “Legge quadro sull’inquinamento acustico”, stabilisce i principi fondamentali per la tutela dell’ambiente esterno e dell’ambiente abitativo dal rumore. Questa legge è stata introdotta ai sensi dell’articolo 117 della Costituzione italiana e ha lo scopo di prevenire e ridurre l’inquinamento acustico.
Tra i punti salienti della legge:
- Definizioni:
- Inquinamento acustico: L’introduzione di rumore nell’ambiente abitativo o esterno tale da provocare fastidio, disturbo al riposo, pericolo per la salute umana o deterioramento degli ecosistemi, dei beni materiali e dei monumenti;
- Ambiente abitativo: Ogni ambiente interno ad un edificio destinato alla permanenza di persone o comunità, esclusi gli ambienti adibiti ad attività produttive;
- Sorgenti sonore fisse: Impianti tecnici, infrastrutture stradali, ferroviarie, aeroportuali, industriali, commerciali;
- Sorgenti sonore mobili: Tutte le altre sorgenti sonore non comprese nelle sorgenti fisse.
- Valori Limite:
- La legge 447 stabilisce valori limite di esposizione al rumore, basati sul livello di esposizione giornaliera (LEX,8h) e sulla pressione acustica di picco (Ppeak);
- Durante la fascia notturna (22:00-06:00), il massimo consentito è di 3 dB al di sopra del rumore di fondo.
- Competenze dei Comuni:
- I Comuni hanno il compito di:
- Predisporre, adottare e approvare il piano di classificazione acustica del territorio;
- Comunicare alla Giunta Regionale e Provinciale la classificazione acustica già approvata;
- Individuare le aree da sottoporre a restrizioni e specifiche tipologie di limitazioni.
- I Comuni hanno il compito di:
Normativa Europea e Altre Fonti
Oltre alla legge italiana, esistono altre fonti normative:
- Direttiva Europea 2006/42/CE: Regola il livello di rumore consentito negli ambienti di lavoro.
- OSHA 1910.95: Norma statunitense sull’esposizione al rumore sul lavoro.
Cosa dice il Codice Civile sui rumori nel quartiere?
L’articolo 844 del Codice Civile, emanato nel 1942, regola le immissioni di rumore. Questa norma stabilisce che il limite invalicabile è la “normale tollerabilità”. Tuttavia, la legge non specifica esattamente cosa significhi questa “normale tollerabilità”. Pertanto, spetta al giudice valutare caso per caso, tenendo conto di vari fattori:
- Collocazione dell’Abitazione:
- In zone residenziali, caratterizzate da maggiore silenziosità, è più facile superare la soglia della sopportazione.
- In centri urbani, dove i rumori circostanti sono più intensi, la tollerabilità potrebbe essere diversa.
- Orario in Cui il Rumore Viene Prodotto:
- La stessa attività può risultare molesta nel cuore della notte e del tutto indifferente a metà giornata.
- Intensità del Rumore:
- Il giudice considera l’intensità del rumore stesso ed il clima acustico.
- Persistenza del Rumore:
- Ad esempio, cadere un piatto dalle mani durante la sera è comprensibile, ma spostare gli armadi per valutare un nuovo arredo non è ammissibile nelle ore del riposo.
Quando un rumore è illegale?

Se i rumori superano la soglia di tollerabilità e hanno l’attitudine a propagarsi e a disturbare un numero indeterminato di persone, si configura il reato di disturbo della quiete pubblica. Questo è previsto nel secondo comma dell’articolo 659 del Codice Penale.
Pertanto, è possibile sporgere querela contro chi grida o contro gli imprenditori che gestiscono locali rumorosi. Inoltre, il Comune ha l’obbligo di eliminare i rumori intollerabili nella zona e di risarcire i residenti.
Obblighi del Datore di Lavoro per il Rumore
Il datore di lavoro ha responsabilità fondamentali per proteggere i lavoratori dall’esposizione al rumore nei luoghi di lavoro. Ecco gli obblighi principali:
- Valutazione del Rischio:
- Il datore di lavoro deve effettuare una valutazione del rischio rumore all’interno dell’azienda.
- Questo processo identifica i lavoratori esposti al rischio e consente di attuare misure di prevenzione e protezione.
- Limiti di Esposizione:
- La legge stabilisce limiti di esposizione al rumore:
- Valore Inferiore d’Azione: 80 dB(A).
- Valore Superiore d’Azione: 85 dB(A).
- Valore Limite: 87 dB(A).
- Superare il valore limite è illegale, mentre i valori d’azione richiedono specifici adempimenti per ridurre l’esposizione.
- La legge stabilisce limiti di esposizione al rumore:
- Frequenza delle Analisi Fonometriche:
- La valutazione dei rischi da agenti fisici, tra cui il rumore, deve essere effettuata almeno ogni 4 anni da personale qualificato.
- Tali esami devono essere ripetuti quando si verificano cambiamenti significativi o quando la sorveglianza sanitaria lo richiede.
Quando un lavoratore è esposto al rischio rumore?
Un lavoratore è considerato esposto al rischio rumore quando:
- L’esposizione supera i limiti di decibel stabiliti;
- Il rumore influisce sulla salute, causando danni uditivi o extrauditivi;
- La comunicazione verbale o i segnali di sicurezza acustici sono disturbati.
Limite di rumore accettabile
Il limite di rumore accettabile è definito dalla “normale tollerabilità”. Questo concetto, sebbene generico, implica che le immissioni rumorose non devono superare di 3 dB il rumore di fondo. Quando il rumore diventa intollerabile, è illegale.
Quando il rumore è pericoloso?
Il rumore è pericoloso quando:
- Causa danni diretti all’udito, come l’ipoacusia da rumore.
- Provoca effetti indiretti, come cadute o problemi di equilibrio.
- Influenza negativamente la salute in vari modi, come stress, disturbi dell’attenzione o problemi cardiovascolari.
In sintesi, il datore di lavoro è tenuto ad adottare misure preventive per proteggere i lavoratori dal rischio del rumore, assicurando un ambiente di lavoro sicuro e sereno.
Misurazione e Valutazione del Rumore nei Luoghi di Lavoro
L’esposizione al rumore nei luoghi di lavoro è una delle principali cause di malattia professionale. La normativa italiana, in particolare il Decreto Legislativo 81/08, stabilisce le prescrizioni minime di sicurezza relative all’esposizione professionale al rumore. Vediamo come viene misurata e valutata questa esposizione:
Definizioni
Prima di esaminare la misurazione e la valutazione del rumore, è importante comprendere alcune definizioni:
- Pressione Acustica di Picco (Ppeak):
- È il valore massimo della pressione acustica istantanea, ponderata in frequenza “C”.
- Livello di Esposizione Giornaliera al Rumore (LEX,8h):
- È il valore medio, ponderato in funzione del tempo, dei livelli di esposizione al rumore per una giornata lavorativa nominale di otto ore.
- Livello di Esposizione Settimanale al Rumore (LEX,w):
- È il valore medio, ponderato in funzione del tempo, dei livelli di esposizione giornaliera al rumore per una settimana lavorativa nominale di cinque giorni.
Valori Limite di Esposizione al Rumore
L’art. 189 del D.lgs. 81/08 definisce i valori limite di esposizione al rumore:
- Valore Inferiore d’Azione: 80 dB(A).
- Valore Superiore d’Azione: 85 dB(A).
- Valore Limite: 87 dB(A).
Superare il valore limite è illegale, mentre i valori d’azione richiedono specifiche misure di prevenzione e protezione.
La valutazione del rischio rumore

La valutazione del rischio rumore comprende diverse fasi:
- Indagine Fonometrica: Si effettua una misurazione dei livelli di rumore nei vari ambienti di lavoro. Questa indagine consente di identificare le aree con esposizione elevata e le sorgenti di rumore.
- Calcolo dell’Esposizione: Si calcola l’esposizione media giornaliera (LEX,8h) per ciascun lavoratore. Questo valore viene confrontato con i limiti stabiliti.
- Frequenza delle Analisi Fonometriche: L’indagine fonometrica deve essere ripetuta almeno ogni 4 anni da personale qualificato. Si ripete quando ci sono cambiamenti significativi o quando la sorveglianza sanitaria lo richiede.
Formazione e Informazione dei Lavoratori
I lavoratori devono essere informati sui rischi legati al rumore e formati sull’uso corretto dei dispositivi di protezione individuale (DPI).
Misure di Protezione
Il datore di lavoro deve adottare misure preventive, come l’uso di DPI (tappi per le orecchie, cuffie antirumore), per garantire un ambiente di lavoro sicuro e ridurre l’esposizione al rumore.
Infatti, la misurazione e la valutazione di rumore ambientale e impatto acustico sono essenziali per tutelare la salute dei lavoratori e prevenire le malattie professionali.
Rumore sul Lavoro: protezione e soluzioni
Viviamo in un mondo sempre più rumoroso, e l’ambiente di lavoro non fa eccezione. Se ritieni che il tuo posto di lavoro sia troppo rumoroso, ecco cosa puoi fare per proteggerti:
Valutazione del rischio rumore
- Valutazione del Rumore:
- Il datore di lavoro deve effettuare una valutazione del rischio rumore all’interno dell’azienda.
- Questo processo identifica le mansioni a rischio e i dipendenti maggiormente esposti.
- Livelli Sonori:
- Valuta i livelli di rumore nei vari ambienti di lavoro.
- Identifica le fonti, l’intensità e la natura del rumore.
- Valore Limite:
- La legge stabilisce limiti di esposizione al rumore:
- Valore Inferiore d’Azione: 80 dB(A).
- Valore Superiore d’Azione: 85 dB(A).
- Valore Limite: 87 dB(A).
- La legge stabilisce limiti di esposizione al rumore:
Misure Antirumore
- Riduzione alla Fonte: Cerca di ridurre il rumore alla fonte. Sostituisci macchinari o procedure rumorose con alternative più silenziose. Isola le sorgenti di rumore.
- Protezioni Uditive: Indossa protezioni uditive come tappi per le orecchie o cuffie antirumore. Assicurati che siano adeguate e ben indossate.
- Formazione dei Lavoratori: Informa i dipendenti sui rischi legati al rumore e sulla corretta utilizzazione dei dispositivi di protezione individuale (DPI).
- Monitoraggio Continuo: Valuta periodicamente i livelli di rumore e adatta le misure di protezione di conseguenza.


